Narcisi per la festa della donna: costano poco, sono resistenti e trovano spazio con facilità in balconi, giardini e angoli di casa. Ecco l’alternativa alla classica mimosa, ancora una volta puntuale e gradita, da parte di Coldiretti che invita mariti, fidanzati, amanti, figli ed amici a privilegiare l’acquisto di narcisi Made in Tuscany per evitare di imbattersi in fiori e fiorellini di importazione che costano molto, rendono poco, vengono spesso da lontanissimo e non aiutano certo l’economia locale. Fattori che all’inimitabile mimosa, fiore simbolo della Festa della Donna, che quest’anno però ha dovuto fare i conti con neve e gelo che ne hanno ridotto del 30% la produzione concentrata per il 90% in Liguria, possono esserci più validi motivi per decidere di essere originali e di scegliere un fiore che affonda le sue radici nella “leggenda” e nella mitologia greca. Il narciso si può considerare, a tutti gli effetti, simbolo della bellezza e della fertilità femminile nella cultura ebraica, mentre in quella cristiana sottolinea la rinascita di Gesù Cristo e lo troviamo addirittura in dipinti come la “Madonna dei Narcisi con il Bambino e i Donatori”, nell’”Annunciazione” o il “Paradiso”.

In Toscana, secondo i dati di Coldiretti, sono circa 1 milione gli steli prodotti in particolare tra i distretti di Lucca, in Versilia, e Pescia. Una produzione di nicchia che garantisce vantaggi a chi la produce e a chi decide di acquistarla.

“Il narciso – spiega Cristiano Genevali, Vice Presidente Coldiretti Lucca e Presidente del Mercato dei Fiori di Viareggio – è una validissima alternativa alla mimosa, e ad altri fiori, in questo delicato momento per i produttori stretti nella morsa del caro gasolio che hanno fatto schizzare alle stelle il costo delle produzioni in serra. Il narciso, non è solo un fiore bellissimo e dal grande appeal, praticamente un must nel Nord Europa: è un fiore spontaneo, che non ha bisogno di serre riscaldate ma cresce anche in campo aperto resistendo a temperature rigide; si naturalizza ai climi ed è capace di sopravvivere in condizioni diverse. Costa poco per i produttori e costa poco per il consumatore. All’ingrosso lo si può trovare a 10 centesimi a stelo, al dettaglio intorno ai 50 centesimi”. Ed il risultato, è questo che alla fine importa, non cambia. Giallo, bianco, rosa, bianco-arancione sono queste le varietà cromatiche e consigliate da Coldiretti che possono facilmente e velocemente colorare e dare luce a balconi e giardini. Se i narcisi sono in vasetti basta travasare la piantina con i bulbi, nel caso di steli di narcisi invece è sufficiente, per mantenerli sani, belli e vivaci miscelare, in un litro di acqua, un goccino di varechina ed un cucchiaio di zucchero.

Il narciso non è quindi sono solo una questione economica: “Si tratta di produzioni – conclude Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti – che consentono alle imprese del settore floricolo di ammortizzare, e compensare, i costi di produzione di altre tipologie di fiori. Il narciso, come gli anemoni utilizzati in occasione del Carnevale di Viareggio, altra specialità floricola del nostro territorio, rappresentano produzioni molto particolari destinate a ricavarsi uno spazio sempre maggiore nelle strategie commerciali delle aziende. Una questione economica certo – conclude la Pierotti – ma anche di stile. Che senso ha acquistare prodotti che vengono dall’estero quando la nostra regione, ed il nostro paese, sono la capitale dei fiori? Nessuno. Esattamente per queste ragioni noi diciamo narcisi”.

La leggenda

La mitologia greca ci tramanda che Narciso era un giovane bellissimo e duro di cuore. Una ninfa, indispettita per essere stata respinta, decise di vendicarsi. Lo portò a specchiarsi in un lago, ed egli, vedendosi riflesso sull’acqua si innamorò perdutamente della sua immagine convinto che fosse quella di una ninfa bellissima. Quando l’acqua del lago si increspò, l’immagine di Narciso scomparve ed egli, convinto di aver perso la sua amata si gettò nel lago disperato e annegò. Cupido trasformò il giovane in un fiore che chiamò Narciso, affinché tutti ricordassero le disgrazie cui porta la vanità e l’egoismo (fonte Dillo con un fiore).