Misurazione della glicemia, somministrazione dell’insulina, fare spuntini frequenti per prevenire l’ipoglicemia, assentarsi da scuola per i controlli sanitari. Tutto questo, e altro, scandisce la vita del bambino diabetico. Ma non deve certo diventare un ostacolo alla sua piena partecipazione alla vita scolastica, giochi, gite e feste comprese. Per questo la giunta ha approvato di recente un accordo di collaborazione tra Regione, Ufficio scolastico regionale e associazioni dei pazienti con diabete, perché ai bambini che soffrono di questa patologia vengano garantite le migliori condizioni per un’accoglienza scolastica il più vicina possibile alla normalità, ma nello stesso tempo in condizioni di assoluta sicurezza. Con la stessa delibera, è stato approvato un altro accordo, sempre con l’Ufficio scolastico regionale, che riguarda la somministrazione dei farmaci a scuola a tutti quei soggetti che ne hanno bisogno, negli istituti di ogni ordine e grado.

In base all’accordo, che coinvolge famiglie, servizio sanitario regionale, istituzioni scolastiche, associazioni, la famiglia dovrà informare il personale scolastico della malattia del figlio, consegnando al dirigente scolastico il Piano individuale di trattamento diabetologico; se il bambino frequenta la mensa, la famiglia dovrà fornire alla scuola lo schema alimentare personalizzato della dieta; il personale scolastico dovrà partecipare ad appositi incontri organizzati per conoscere la malattia, e favorire l’inserimento scolastico del bambino, adoperandosi perché questo possa partecipare a tutte le iniziative, tenendo sempre presenti tutte le precauzioni del caso.

Quanto all’accordo sulla somministrazione dei farmaci a scuola, questi dovranno essere somministrati secondo un Piano terapeutico personalizzato, stilato in collaborazione tra Asl e direzione scolastica: per i bambini più piccoli, da parte di operatori scolastici adeguatamente formati; dai 14 anni in su, in regime di autosomministrazione.

“L’assistenza ai pazienti diabetici in età pediatrica rappresenta una delle sfide della sanità italiana – ha detto l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, partecipando stamani a Roma al convegno su ‘La gestione dei diabete mellito in età pediatrica: l’esperienza del medico tutor in un ospedale per intensità di cure’ – La Regione Toscana ha sempre prestato particolare attenzione a questa patologia, sia in termini di prevenzione, con strategie di promozione della salute che riguardano alimentazione e stili di vita, sia negli interventi sulla cronicità: assistenza ospedaliera, ma soprattutto una rete psico-socio-sanitaria adeguata a fronteggiare il disagio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. In linea con i principi del Chronic Care Model, gli strumenti che abbiamo messo in campo sono i DH ambulatoriali, le attività formative residenziali, l’assistenza domiciliare ed extramurale (scuola). L’accordo con l’Ufficio scolastico regionale per favorire l’inserimento del bambino con diabete in ambito scolastico è un passo ulteriore in questa direzione”.

I bambini diabetici in Toscana

Dal Registro Regionale RIDI (Registro italiano diabete mellito insulino-dipendente) risulta che nel secondo semestre 2009 i soggetti con diabete in età scolare in Toscana erano 767, così distribuiti per fasce d’età:

0-4 anni: 35 soggetti

5-9 anni: 131

10-14 anni: 270

15-19 anni: 331

Si stima una prevalenza di un soggetto ogni 1.000 studenti. L’incremento annuo stimato dai dati del Registro RIDI è del 3,6%.

Il numero dei soggetti con diabete è in costante aumento in tutto il mondo, con una stima di 370 milioni nel 2030. In Italia la prevalenza del diabete è pari a circa il 5% della popolazione generale; attualmente almeno 3 milioni di italiani sono affetti da diabete mellito, di cui oltre 120.000 sono insulino-dipendenti, e di questi 10-20mila sono bambini e adolescenti.

L’incremento costante di incidenza e prevalenza del diabete giovanile, con progressiva riduzione dell’età della diagnosi, pone problemi di assistenza del tutto peculiari, nei settori che riguardano il controllo della malattia, l’aspettativa di salute in età adulta, lo sviluppo della persona.