Le associazioni balneari dell’alta Toscana, Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore, Marina di Carrara, Marina di Massa e Marina di Pisa, sono riuscite ad essere accreditate tra quelle presenti all’incontro odierno con il Governo, sul tema delle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo. I rappresentanti hanno accolto con favore l’apertura al dialogo dei ministri Gnudi e Moavero Milanesi.

“Il primo messaggio che abbiamo consegnato ai ministri è stato quello di lavorare a Bruxelles con la massima urgenza per verificare la possibilità di ottenere una deroga. – ha detto Alberto Mattugini (Forte dei Marmi) – La direttiva Bolkestein non recepisce a oggi la specificità e l’unicità dell’offerta turistico-balneare italiana. Ciò che noi offriamo, ovvero il prodotto delle nostre imprese, è un mix unico di tradizione, cultura, servizio e affidabilità: per realizzarlo sono stati necessari decenni di impegno ed investimenti. Tutto questo non può essere gettato alle ortiche per un applicazione cieca del linguaggio burocratese di Bruxelles”.

Nel commentare positivamente la volontà dei ministri del Turismo e degli Affari Europei di lavorare per la tutela delle nostre imprese, Mattugini ha aggiunto: “Noi vogliamo collaborare con il governo perché abbiamo visto un atteggiamento nuovo e attento, buon inizio per porre le migliori basi per il lavoro a Bruxelles. Nonostante questo – ha concluso – vigileremo attentamente sull’operato del governo perché non possiamo permetterci cali di tensione nella tutela dell’interesse di 30mila aziende sane, che portano denaro al territorio e alle casse dello stato. Siamo già in ritardo: ora vogliamo il massimo impegno”.

Le associazioni balneari dell’alta Toscana, Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore, Marina di Carrara, Marina di Massa e Marina di Pisa, rappresentano 400 aziende che danno lavoro circa 3000 persone con un fatturato di circa 60 milioni di euro. E’ una parte rilevante del Pil costiero che, a sua volta, attiva un indotto valutabile nel 59% del Pil turistico della regione Toscana. Sono in corso investimenti per diverse decine di milioni di Euro ma ora, in seguito alle incertezze sul futuro delle aziende, rischiano un brusco stop.