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martedì, 29 novembre, 2011

http://www.antenna3.tv/2011/11/29/suicidi-in-montagna-parte-il-numero-verde-per-prevenirli/

Mediavideo Antenna3

Suicidi in montagna, parte il numero verde per prevenirli

di  Redazione

Parte domani, mercoledì 30 novembre, il numero verde per la prevenzione del suicidio. Risultato di una collaborazione tra Regione Toscana, Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) toscana, aziende sanitarie 8 e 9, Società della Salute Casentino, Amiata Grossetana e Colline Metallifere (nell’ambito del progetto “Montagna in salute”), in questa prima fase sperimentale il numero sarà rivolto esclusivamente ai cittadini di queste tre SdS montane. Finita la fase di sperimentazione, sarà progressivamente esteso alle altre SdS della Toscana.

Il numero (800-098718) sarà attivo tutti i giorni (sabati e domeniche compresi, escluse invece le festività come 8 dicembre, Natale, 1° maggio) dalle 8 alle 20, solo nelle zone interessate dalla sperimentazione. L’attività telefonica sarà gestita da operatori esperti in counseling e orientamento sui servizi territoriali e da psicologi, che lavorano in rete con gli operatori dei servizi sociosanitari dei territori coinvolti. Obiettivo principale, stimolare il cittadino, attraverso un attento ascolto, a inserirsi nel percorso adeguato, accedendo ai servizi sociosanitari presenti nella sua zona. Al telefono risponderanno 8 operatori (sociologi e psicologi) che analizzeranno la domanda dell’utente, individuando i bisogni espressi e le risorse per la risposta: in questo modo faciliteranno l’accesso del cittadino ai servizi, attivando i collegamenti in rete con i servizi sociali e sanitari territoriali, e anche con il volontariato locale.

“Questo progetto innovativo è frutto di un percorso condiviso tra Regione, Uncem, Asl e SdS – dice l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – Il trend dei suicidi, a livello mondiale e anche in Toscana, è in diminuzione, ma in alcune aree toscane restano ancora dati preoccupanti, e soprattutto aumentano i casi di suicidi giovanili. Recenti ricerche hanno messo in evidenza che nelle zone montane si rileva un tasso di suicidio superiore alla media regionale. Per questo, con il progetto “Montagna in salute”, di cui il numero verde è uno dei punti cardine, vogliamo intervenire su tutti quei fenomeni – disagio sociale, isolamento, alcolismo, violenza su donne e minori – che possono avere come esito il ricorso al suicidio; e attuare una serie di interventi per ridurre il fenomeno”.

“È un giorno importante questo, perché dopo un intenso lavoro di sensibilizzazione, formazione e programmazione sulla prevenzione del disagio sociale ed in particolar modo del suicidio, attiviamo un numero verde che vede, nella ottimizzazione dei servizi sociosanitari locali, la via ottimale per la prevenzione – è la dichiarazione di Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana – Grazie alla Regione Toscana e in stretta collaborazione con le tre Società della Salute montane coinvolte, abbiamo costruito una vera e propria rete di servizi in grado di accogliere la richiesta di aiuto da ognuno dei tre territori e dare risposte adeguate. Si tratta della prima esperienza in Italia del genere e partiamo proprio da tre territori montani isolati, marginali, dove il disagio sociale ha caratteristiche significative, ma non ci fermiamo qui perché prevediamo di estendere, a anno nuovo, tale modello di intervento ad altre aree della Toscana”.

La campagna di informazione sui territori prevede una serie di incontri con i corpi di Polizia, il mondo dell’associazionismo, i servizi sociosanitari e la conferenza dei Sindaci:  il 5 dicembre a Casteldelpiano (Amiata Grossetana) e Massa Marittima (Colline Metallifere) e il 7 mattina a Bibbiena (Casentino).

Il servizio offrirà la possibilità di rilevare dati che contribuiranno all’analisi del fenomeno del disagio psico-sociale e della fruibilità dei servizi sociosanitari nelle aree montane. Questa sperimentazione intende creare e validare un modello di accoglienza e di assistenza della domanda legata al rischio del suicidio, da applicare progressivamente alle altre SdS toscane.

I dati sul fenomeno del suicidio, a livello mondiale e in Toscana:

Il suicidio è una delle più comuni emergenze in ambito psichatrico e un complesso problema clinico e sociale. Negli ultimi 50 anni, i dati dell’Oms mostrano un aumento del 60% del tasso di suicidio, con un incremento particolarmente marcato nei paesi industrializzati. Nel mondo, ogni giorno 3.000 persone commettono suicidio: si calcola che il tasso globale di mortalità sia di 16 su 100.000, con una morte ogni 40 secondi. Per ogni persona che completa il suicidio, 20 tentano di togliersi la vita, con conseguenze spesso invalidanti. Sebbene la maggior parte degli eventi riguardi persone adulte (oltre 60 anni), il suicidio rappresenta una tra le prime tre cause di morte nei giovani adulti di età compresa tra 15 e 34 anni. L’Oms stima che, dall’attuale milione di morti per suicidio ogni anno, il fenomeno potrebbe raggiungere un milione e mezzo nel 2020.

Da un’indagine condotta dall’Ars (Agenzia regionale di sanità) risulta che dal 1988 al 2008 in Toscana i suicidi sono calati da 314 nel 1988 (238 nei maschi e 76 nelle femmine) a 263 nel 2008 (205 nei maschi, 58 nelle femmine). Nei venti anni presi in considerazione, il tasso di mortalità per suicidio (numero di suicidi ogni 100.000 abitanti) è sceso da 10,5 a 6,8 (da 18,4 a 11,7 per i  maschi e da 5,1 a 2,8 per le femmine). E la maggiore densità (con tassi tra 8,30 e 17,47) si rileva nell’area sud-est della regione, con particolare rilevanza nella zona dell’Amiata, e sulle montagne pistoiesi e casentinesi. Tra i fattori di rischio individuati dall’Ars, il sesso maschile, il basso grado di urbanizzazione, la condizione di isolamento. La primavera rappresenta il periodo dell’anno con il maggior numero di suicidi. Nei 6 mesi che precedono il suicidio, il ricorso ai servizi raddoppia. Nell’anno che precede l’evento, il ricorso ai farmaci è triplo rispetto alla media toscana.

ore: 13:55 | 

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