Massa sarà senza il suo patrono: o meglio, lo avrà, ma non più in mezzo alla settimana, come poteva accadere a seconda della data sul calendario: il 4 di ottobre,sarà sempre di domenica. Tutto questo non è una previsione che potrebbe accadere in un lontano futuro, bensì il risultato di uno dei tanti emendamenti presentati durante la manovra finanziaria, che ha deciso di accorpare le feste patronali alla domenica. La commissione bilancio del senato, infatti, ha approvato gli emendamenti che salvano le feste laiche, le tredicesime sugli statali e i piccoli enti di ricerca  e cultura. Sono salve invece, le feste civili, quali 1 maggio, 25 aprile e 2 giugno. Per le feste patronali, invece, ci sarà l’accorpamento con la domenica, eccezion fatta per quella del patrono di Roma, San Pietro e Paolo, tutelato dal Concordato con la Santa Sede. Far coincidere la festa tradizionale in onore del santo patrono con la domenica, costituisce una ferita importante verso la cittadinanza stessa, da sempre legata alla commemorazione del proprio protettore, non necessariamente legato al settimo giorno della settimana: come giustamente ha avuto modo di sottolineare don Antonio Mazzi, il rischio è “l’affievolimento progressivo di devozione verso i santi patroni”. Nella città di Massa, anche simbolicamente la data del 4 di ottobre coincideva, negli ultimi anni, con l’ideale fine delle Cento Notti, il programma di avvenimenti estivi che, da giugno, copriva l’intera estate. Il 4 ottobre, inoltre per tutti gli studenti è sempre stato atteso, inutile dirlo, come un giorno di festa dove scuole e, non solo, uffici e negozi osservavano il canonico giorno di chiusura, in onore della tanto attesa “festa rossa” sul calendario. Da adesso dovremo cambiare un po’ le nostre abitudini e chissà cosa penserà san Francesco, di tutti questi cambiamenti che noi comuni mortali facciamo ogni giorno: come dire il vecchio adagio, “scherza con i fanti, ma lascia stare i santi” forse andrebbe tirato fuori dal cassetto più spesso.