L’assemblea degli ex  lavoratori Eaton, riunitasi in sala del consiglio comunale, perché la fabbrica è chiusa a chiunque dal 9 agosto e “protetta” da vigilanti privati, ha bocciato l’idea di proporre alla proprietà un accordo per riottenere la sala delle riunioni, la famosa sala Bertolucci. Ma non è una discussione distesa: Dunque la proposta di un comodato d’uso, che gli avvocati dovevano inviare a Cliveland, rimane nel cassetto.  Si sfogano, esasperati, i lavoratori davanti al sindaco di Massa Roberto Pucci, all’assessore provinciale Raffaele Parrini e ai segretari e Rsu di Fiom, Fim e Uilm. Gli animi si dividono tra l’ansia degli operai i quali temono che senza il “ricatto” della fabbrica occupata, la Eaton si dilegui del tutto e la paura di incappare nel penale, di ricevere denunce e forzare una situazione che potrebbe degenerare. <<Dobbiamo essere sinceri_ dichiara Michele Folloni Rsu Fim _ i partecipanti alle assemblee e alle iniziative sono sempre meno; non ho più intenzione di far pagare il conto sempre ai soliti. E basta anche col dire quanto è brutta sporca e cattiva la Eaton. Non vedo l’ora che quell’insegna sia smantellata dalla fabbrica. L’obiettivo rimane il lavoro e la strada da seguire l’acquisizione delle aree>>. Ma anche su questo, nel mese di agosto ci sono state poche novità. Tra gli operai è circolata la voce che la Eaton stesse tentando di vendere a un privato, scavalcando la regione e le trattative con lei, ma il sindaco Pucci smentisce: <<E’ più preoccupata la Eaton che la regione si sfili dall’accordo per problemi economici, non l’inverso. La trattativa sta andando avanti>>. A fermare il percorso, al momento, sembrano i tempi per la bonifica dell’area a cui la Eaton non ha ancora messo mano.