Quattro ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e due ai domiciliari e 12 indagati illustri nell’ennesimo scandalo che coinvolge il ciclismo. In carcere ci sono finiti questa volta Raffaele Illiano, 34 anni, campano, ex ciclista professionista , accusato di commercio non autorizzato di farmaci e sostanze atte al doping e Costantino Auricchio, medico sportivo, anche lui meridionale, accusato di associazione per delinquere per certificati medici falsi. Ai domiciliari ci sono due collaboratori del medico, che invece rilasciavano certificati senza essere veri medici. Tra gli indagati, invece, su cui la procura mantiene il riserbo, ci sarebbero anche uno sportivo famoso e ancora in attività, titolari di società sportive e soci dell’ex ciclista. L’inchiesta è della procura di massa Carrara, perché nel 2008, Illiano viveva a Massa e da qui aveva iniziato il presunto traffico di sostanze dopandti. I carabinieri effettuarono una perquisizione, trovando una  partita di medicinali, troppo piccola per incastrare l’ex ciclista professionista che venne soltanto denunciato a piede libero. Il sostituto procuratore Federico Manotti decide però di aprire un’inchiesta ipotizzando un vero e proprio traffico di farmaci dopanti. Il cellulare di Illiano viene messo sotto controllo e così anche le mail, ma intanto il ciclista si trasferisce in provincia di Napoli e a Bacoli apre il suo centro sportivo, da cui smercia sostanze dopanti per gli sportivi, prescrivendo oltretutto plantari per i ciclisti senza essere un medico, ed esercitando quindi abusivamente la professione. Da qui gli inquirenti, seguendo i contatti di Illiano, scoprono un secondo filone di inchiesta che riguarda il medico sportivo e il suo ambulatorio: Auricchio rilasciava certificati senza fare le visite e i suoi collaboratori senza essere medici. Attorno al centro sportivo e all’ambulatorio iniziano a gravitare diversi soggetti, società sportive, atleti, collaboratori. Alcuni finiscono nell’inchiesta vuoi per il doping, vuoi per i falsi certificati. Il blitz dei Nas di Napoli avviene all’alba. Perquisizioni nelle case portano al sequestro di 200 tra fiale e confezioni di medicinali a base di EPO, ormoni e corticosteroidi, albumina umana(utilizzata come mascherante ai controlli antidoping), tutte sostanze vietate nella pratica sportiva, nonché numerosi farmaci di provenienza illecita e dispositivi medici. È lo stesso Illiano che durante la perquisizione tenta addirittura di disfarsi di parte delle sostanze bruciandole. Poi finisce in carcere. E la procura adesso indaga anche su un secondo centro sportivo di pontedera, aperto da un socio dell’ex ciclista finito già nel registro degli indagati.