A pochi giorni dalla presentazione all’Autorità Portuale di Marina di Carrara dei progetti per la realizzazione del Waterfront e del Porto Turistico si riaccende lo scontro tra istituzioni e Amare Marina, l’associazione ormai da anni impegnata sul fronte della tutela del litorale. A riaccendere la miccia non solo l’avvicinarsi del 1 settembre, data entro la quale l’ingegner Ciralli, vincitore del bando di concorso, consegnerà le carte con i disegni delle due opere, ma il fatto che – secondo Amare Marina – amministrazione carrarese e autorità portuale abbiano ignorato le indicazioni uscite dal percorso partecipativo sui due progetti. A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato poi l’assessore all’Urbanistica del comune di Carrara Andrea Vannucci, che nel corso della festa del Pd di Battilana, nei giorni scorsi, ha ribadito una  tesi a lui cara, ovvero che quel percorso partecipativo sarebbe stato “viziato” dalla presenza di numerosi oppositori del progetto Waterfront. . “Il percorso si è attenuto alle indicazioni dell’Autorità Regionale per la Partecipazione che per  garantire l’imparzialità della procedura ha  posto  come  condizione   che i  partecipanti  fossero  estratti  con campionamento  casuale  dalle  liste anagrafiche  del  Comune  e  dalla  lista  degli oltre  700  firmatari  della  domanda  di finanziamento – scrive oggi Dariella Piolanti a nome di Amare Marina –  Non è corrispondente al vero quanto affermato dall’assessore Vannucci, che tra questi il 60% per cento appartenesse ai firmatari di una petizione contro il porto, cosa che non sarebbe stata accettata dalla Regione”, precisano ancora dall’associazione. Ricordando che dal percorso partecipativo era emersa da un lato “ la  necessità  di  immaginare funzioni portuali  che  sappiano  conciliare  la dimensione  commerciale e quella turistica” e dall’altro opinioni molto critiche sulla “scelta  di  realizzare il porto  turistico  tra  Carrione  e  Lavello”, Amare Marina sottolinea  come tali indicazioni siano cadute nel dimenticatoio, nonostante “la Regione abbia ufficialmente invitato gli enti locali a tener conto dei risultati del percorso”. Se i nostri amministratori ritengono che la legge regionale non sia valida, allora   come mai – concludono da Amare Marina – il Comune sta utilizzando quella medesima norma e i finanziamenti annessi per un’iniziativa di partecipazione sul futuro delle Circoscrizioni?