servizio completo alla pagina telegiornale 23.08.11

Fattura oltre 200 milioni di euro l’anno, trattando milioni di tonnellate di ferro che superano la produzione di marmo alle cave di tutto il comprensorio; dà lavoro a più di 70 operai, copre un indotto di decine di aziende e infine ha ottenuto commesse da qui a sette anni: eppure la Fermet di Alberto Ricciardi è ferma e rischia di mandare in cassa integrazione tutti i suoi lavoratori. I lavoratori della Fermet entrano oggi in agitazione: su di loro lo spettro della cassa integrazione, dopo che comune di Massa e provincia hanno impedito al cantiere provvisorio di via Riccardi di rimanere aperto, tramite un’ordinanza e una diffida, che l’imprenditore dichiara non aver ancora ricevuto ufficialmente.  Eppure era stata la provincia ad autorizzare la Fermet, fino ad ottobre 2011, a lavorare in quella zona circondata di case: via Riccardi è una parallela di via Aurelia Ovest e numerose abitazioni si trovano a pochi centimetri dal cantiere. Le gru sollevano il ferro stoccato e poi inizia la lavorazione con un procedimento così rumoroso da far schizzare in alto il numero di decibel che ha superato, secondo l’Arpat, le soglie consentite. E così, a fronte delle proteste e lamentele dei residenti, il cantiere è costretto a chiudere.

In 30 anni di carriera Ricciardi non ha mai mandato nessun suo lavoratore in cassa integrazione e anche adesso chiederla sarebbe complicato: non essendo un’azienda in crisi, non è così facile.

Intanto la nuova sede di Fermet, che fino ad oggi in tutta Europa faceva circolare camion azzurri con su scritto “Fermet Massa”, sarebbe pronta a partire anche domani; oggi si concluderà l’allaccio del depuratore, l’impianto antincendio è finito, i lavori sono conclusi al 98%. Mi mancano solo le autorizzazioni della provincia.