Il rapporto sull’economia provinciale avrebbe certo evidenziato i problemi dell’economia locale, ma ha anche offerto spunti per ripensare, progettare e “realizzare” il futuro. Questa l’opinione del vicesindaco Zanetti che richiama la relazione del professor Bonaccorsi in cui ci si sofferma sull’importanza del recupero e di una moderna rilettura dei valori simbolici del territorio, primo tra tutti il marmo, definito dal docente di economia un  “pezzo di eternità”. In realtà però, secondo Zanetti, una simile considerazione l’oro bianco non la riceverebbe più e sarebbe quindi necessario lavorare perché riacquisti una vera qualità simbolica, attivando una vera strategia per il terziario. La biennale precedente, “Oltre il marmo”, sarebbe stata anch’essa una provocazione ma esclusivamente  con l’intenzione di proporre un modello di sviluppo che, partendo dall’estrazione del materiale, andasse oltre, per sviluppare molteplici piani. Un modello innovativo, secondo il vicesindaco, dovrebbe  puntare sulla valorizzazione del capitale simbolico e, grazie alle nuove tecnologie, non solo sulla rendita dell’unicità. Sarebbe quindi apprezzabile lo sforzo compiuto da Carrara Marmotec, nel rileggere il marmo sotto diversi punti di vista, con le sue diverse applicazioni nell’architettura, nell’arredo, nel design. “Anche con “Disegnare il Marmo””, afferma Zanetti, “avevamo voluto proporre un riposizionamento del materiale, offrendo esempi di applicazioni innovative: una sfida che era stata compresa, ma che deve essere  recuperata”. La città infatti dimostrerebbe una difficoltà evidente a riposizionare i suoi valori identitari, assieme al marmo, il porto e l’economia del mare e l’acceso dibattito in corso su cave, portualità e strada dei marmi ne sarebbe una prova. “Questa infrastruttura”, prosegue Zanetti, “strategica per declinare il futuro del territorio, viene vissuta quasi come un fastidio, mentre il dibattito in corso sul porto commerciale e turistico sembra voler ridimensionare l’importanza dell’economia del mare.  Sarebbe allora il momento di aprire un tavolo di confronto per decidere come riposizionare dal punto di vista economico i valori identitari, al fine di realizzare  una nuova  economia del monte e del mare, nonché ridare qualità alla materia per ridare qualità al monte. Unire il valore simbolico dell’intero territorio”, conclude, “sollecitando i bisogni inespressi che la materia marmo ancora nasconde, per abbinarla al contesto simbolico, ambientale e storico che le appartiene”.